Rosarium

Misteri Gaudiosi

Bartolomé Esteban Murillo, L'Annunciazione
Bartolomé Esteban Murillo · L'Annunciazione, c. 1660 · Museo del Prado, Madrid · Public domain

Si pregano di lunedì e sabato

Rosarium Virginis Mariae, 38

Prega questi misteri in Rosarium

Primo Mistero GaudiosoL'Annunciazione dell'angelo a Maria

Frutto del mistero: Umiltà

Scrittura · Lc 1, 26–38

Ma il sesto mese fu mandato l'Angelo Gabriele da Dio a una città della Galilea, chiamata Nazaret, A una vergine sposata ad un uomo della casa di Davidde, nomato Giuseppe, e la Vergine si chiamava Maria. Ed entrato l'Angelo da lei, disse: Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco: Benedetta tu fra le donne. Le quali cose avendo ella udite, si turbò alle sue parole; e andava pensando, che sorta di saluto fosse questo. E l'Angelo le disse: Non temere, Maria, imperocché hai trovato grazia dinanzi a Dio. Ecco che concepirai, e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande, e sarà chiamato figliuolo dell'Altissimo: e a lui darà il Signore Iddio la sede di Davidde suo padre: e regnerà sopra la casa di Giacobbe in eterno. E il suo regno non avrà fine. E Maria disse all'Angelo: In qual modo avverrà questo, mentre io non conosco uomo? E l'Angelo le rispose, e disse: Lo Spirito santo scenderà sopra di te, la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. E per questo ancora quello, che nascerà di te Santo, sarà chiamato figliuolo di Dio. Ed ecco che Elisabetta tua parente ha concepito anch'essa un figliuolo nella sua vecchiezza: ed è nel sesto mese quella, che diceasi sterile: Imperocché nulla sarà impossibile a Dio. E Maria disse: Ecco l'ancella del Signore, facciasi di me secondo la tua parola. E l'Angelo si partì da lei.

Lc 1, 26–38 · La Sacra Bibbia (Martini, 1769–1781)

Meditazione

Entriamo in una piccola casa di Nazaret. È un'ora qualunque; forse Maria prega, forse lavora. Il saluto dell'angelo rompe il silenzio: «Dio ti salvi, piena di grazia». Ella si turba, riflette, pone una domanda semplice. Poi viene la parola da cui dipende la nostra salvezza, quel «fiat con cui Ella prontamente corrisponde alla volontà di Dio». In quell'istante il Figlio eterno si fa carne nel suo grembo. Dio non si impone: chiede, e attende il libero consenso di una creatura. Maria si dice soltanto l'ancella del Signore. La sua grandezza è la sua piccolezza, spalancata alla grazia. Chiediamole di insegnarci quel sì umile, detto senza sapere dove conduce.

Cfr. Rosarium Virginis Mariae, 20

Contempla: Dove mi chiede Dio, oggi, un «sì» umile?

Per questo mistero, chiediamo la grazia dell'umiltà.

Secondo Mistero GaudiosoLa Visita di Maria a santa Elisabetta

Domenico Ghirlandaio, La Visitazione
Domenico Ghirlandaio · La Visitazione, 1491 · Museo del Louvre, Parigi · Public domain

Frutto del mistero: Amore del prossimo

Scrittura · Lc 1, 39–45

E Maria in quegli stessi giorni andò frettolosamente nella montagna a una città di Giuda: Ed entrò, in casa di Zaccaria, e salutò Elisabetta. E avvenne, che appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino saltellò nel suo seno: ed Elisabetta fu ripiena di Spirito santo: Ed esclamò ad alta voce, e disse: Benedetta tu tra le donne, e benedetto il frutto del tuo ventre. E donde a me questo, che la madre del Signor mio venga da me? Imperocché ecco che appena il suono del tuo saluto giunse alle mie orecchie, saltellò per giubbilo nel mio seno il bambino. E beata te, che hai creduto, perché si adempiranno le cose dette a te dal Signore.

Lc 1, 39–45 · La Sacra Bibbia (Martini, 1769–1781)

Meditazione

Immaginiamo la lunga strada tra le colline, e una giovane donna che la percorre in fretta. Maria ha appena ricevuto la notizia più grande della storia, e il suo primo pensiero è per un'altra: l'anziana cugina, al sesto mese. Porta Cristo nascosto in sé, e dovunque va, va anche lui. Al suono della sua voce, il suo saluto fa «sussultare di gioia» Giovanni non ancora nato, ed Elisabetta, piena di Spirito Santo, esclama le parole che ripetiamo in ogni Ave Maria. Qui la carità non è un'idea ma un cammino, una porta che si apre, una voce che porta gioia. Chiediamo un amore che esca in fretta, portando Gesù a chi lo attende, spesso senza saperlo.

Cfr. Rosarium Virginis Mariae, 20

Contempla: Chi aspetta che io vada a trovarlo, che lo chiami, o semplicemente che ci sia?

Per questo mistero, chiediamo la grazia dell'amore del prossimo.

Terzo Mistero GaudiosoLa Nascita di Gesù a Betlemme

Bartolomé Esteban Murillo, L'Adorazione dei pastori
Bartolomé Esteban Murillo · L'Adorazione dei pastori, c. 1650 · Museo del Prado, Madrid · Public domain

Frutto del mistero: Povertà di spirito

Scrittura · Lc 2, 4–14

E andò anche Giuseppe da Nazaret città della Galilea alla città di David, chiamata Betlem nella Giudea, per essere egli della casa, e famiglia di David, A dare il nome insieme con Maria sposata a lui in consorte, la quale era incinta. E avvenne, che, mentre quivi si trovavano, giunse per lei il tempo di partorire. E partorì il figlio suo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia; perché non eravi luogo per essi nell'albergo. Ed eranvi nella stessa regione de' pastori, che vegliavano, e facean di notte la ronda attorno al lor gregge. Quand'ecco sopraggiunse vicino a essi l'Angelo del Signore, e uno splendore divino gli abbarbagliò, e furono presi da gran timore. E l'Angelo disse loro: Non temete: imperocché eccomi a recare a voi la nuova di una grande allegrezza, che avrà tutto il popolo: Perché è nato oggi a voi un Salvatore, che è il Cristo Signore, nella città di David. Ed eccovene il segnale: troverete un bambino avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia. E subitamente si unì coll'Angelo una schiera della celestiale milizia, che lodava Dio, dicendo: Gloria a Dio nel più alto de' cieli, e pace in terra agli uomini di buon volere.

Lc 2, 4–14 · La Sacra Bibbia (Martini, 1769–1781)

Meditazione

Fermiamoci sulla soglia della stalla di Betlemme. La notte è fredda; l'aria sa di paglia e di animali. Non c'era posto nell'albergo, e così il Figlio di Dio viene deposto in una mangiatoia, avvolto in fasce dalle mani di sua madre. Il Creatore delle stelle arriva senza nulla, bisognoso di tutto, e così si rende vicino a tutti. Nei campi i pastori, poveri e vigilanti, sono i primi a ricevere l'annuncio di «una grande gioia». Dio si lascia trovare da chi ha le mani vuote. Chiediamo la povertà di spirito: la libertà di aver bisogno di Dio, e di fargli spazio là dove il mondo non ne ha.

Cfr. Rosarium Virginis Mariae, 20

Contempla: A che cosa mi aggrappo, che non lascia spazio a Cristo?

Per questo mistero, chiediamo la grazia della povertà di spirito.

Quarto Mistero GaudiosoLa Presentazione di Gesù al Tempio

Philippe de Champaigne, La Presentazione al Tempio
Philippe de Champaigne · La Presentazione al Tempio, 1648 · Musei reali di Belle Arti del Belgio, Bruxelles · Public domain

Frutto del mistero: Obbedienza

Scrittura · Lc 2, 22–35

E venuto il tempo della purificazione di lei secondo la legge di Mosè, lo portarono a Gerusalemme, affine di presentarlo al Signore, Secondo quello, che sta scritto nella legge del Signore: Qualunque maschio primogenito sarà consagrato al Signore: E per fare l'offerta, conforme sta scritto nella legge del Signore, un paio di tortore, o due colombini. Era allora in Gerusalemme un uomo chiamato Simeone: e quest'uomo giusto, e timorato, che aspettava la consolazione di Israele; ed era in lui lo Spirito santo. Ed eragli stato rivelato dallo Spirito santo, che non avrebbe veduto morte, prima di vedere il Cristo del Signore. E condotto dallo spirito di Dio andò al tempio. E quando i genitori vi introdussero il bambino Gesù, per fare rispetto a lui il consueto secondo la legge: Egli se lo prese tra le sue braccia, e benedisse Dio, e disse: Adesso lascerai, o Signore, che se ne vada in pace il tuo servo secondo la tua parola: Perché gli occhi miei hanno veduto il Salvatore dato da te, Il quale è stato esposto da te al cospetto di tutti i popoli; Luce a illuminare le nazioni, e a gloria del popolo tuo Israele. E il padre, e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose, che di lui si dicevano. E Simeone li benedisse, e disse a Maria sua madre: Ecco che questi è posto per ruina, e per risurrezione di molti in Israele, e per bersaglio alla contraddizione: E anche l'anima tua stessa sarà trapassata dal coltello, affinchè di molti cuori restino disvelati i pensieri.

Lc 2, 22–35 · La Sacra Bibbia (Martini, 1769–1781)

Meditazione

Quaranta giorni dopo la nascita, una giovane coppia sale i gradini del Tempio di Gerusalemme. Sono poveri; la loro offerta è un paio di tortore. Vengono semplicemente a fare ciò che chiede la Legge del Signore, e in quella silenziosa obbedienza pongono il Figlio di Dio nelle mani del Padre. Allora il vecchio Simeone prende il bambino tra le braccia e benedice Dio: ora può andarsene in pace. Ma parla anche di un «segno di contraddizione», e di una spada che trafiggerà l'anima di Maria. Qui l'obbedienza non è un freddo dovere; è offerta. Chiediamo di porre la nostra vita, e quella delle persone che amiamo, nelle mani di Dio.

Cfr. Rosarium Virginis Mariae, 20

Contempla: Che cosa mi chiede Dio di offrirgli oggi?

Per questo mistero, chiediamo la grazia dell'obbedienza.

Quinto Mistero GaudiosoIl Ritrovamento di Gesù nel Tempio

Jusepe de Ribera, Gesù tra i dottori
Jusepe de Ribera · Gesù tra i dottori, c. 1613 · Musée d'art et d'histoire, Langres · Public domain

Frutto del mistero: Pietà

Scrittura · Lc 2, 41–52

E i suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme pel dì solenne di pasqua. E quando egli fu arrivato all'età di dodici anni, essendo essi andati a Gerusalemme secondo il solito di quella solennità, Allorché passati que' giorni se ne ritornavano, rimase il fanciullo Gesù in Gerusalemme, e non se ne accorsero i suoi genitori. E pensandosi, che egli fosse coi compagni, camminarono una giornata, e lo andavano cercando tra i parenti, e conoscenti. Nè avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme a ricercarlo. E avvenne, che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, che sedeva in mezzo ai dottori, e gli ascoltava, e gli interrogava. E tutti quei, che l'udivano, restavano attoniti della sua sapienza, e delle sue risposte. E vedutolo (i genitori) ne fecer le maraviglie. E la Madre sua gli disse: Figlio, perché ci hai tu fatto questo? Ecco che tuo padre, e io addolorati andavamo di te in cerca. Ed egli disse loro: Perché mi cercavate voi? Non sapevate, come nelle cose spettanti al Padre mio debbo occuparmi? Ed eglino non compresero quel, che egli aveva lor detto. E se n'andò con essi, e fe' ritorno a Nazaret, ed era ad essi soggetto. E la Madre sua di tutte queste cose faceva conserva in cuor suo. E Gesù avanzava in sapienza, in età, e in grazia appresso a Dio e appresso agli uomini.

Lc 2, 41–52 · La Sacra Bibbia (Martini, 1769–1781)

Meditazione

Immaginiamo tre giorni di ricerca: le strade affollate, le domande ansiose tra parenti e conoscenti, il ritorno in una città gremita di pellegrini. Poi, nel Tempio, Maria e Giuseppe trovano Gesù seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascolta e li interroga. «Figlio, perché ci hai tu fatto questo?» La sua risposta rivela chi egli è: il Figlio «tutto dedito alle cose del Padre». Essi non comprendono, eppure Maria custodisce tutte queste parole nel suo cuore, e Gesù scende con loro a Nazaret, e sta loro sottomesso. La pietà è questo: appartenere anzitutto al Padre, e cercarlo con tutto il cuore quando sembra perduto. Chiediamo questa devozione piena d'amore, e la pazienza di meditare ciò che ancora non comprendiamo.

Cfr. Rosarium Virginis Mariae, 20

Contempla: Quando Gesù mi sembra perduto, dove vado a cercarlo?

Per questo mistero, chiediamo la grazia della pietà.

Prega questi misteri in Rosarium